Da qualche anno si parla di modifiche proposte dall’OMS al Regolamento Sanitario Internazionale – IHR – International Health Regulations –, a cui la stessa OMS aveva posto la scadenza di del 19 giugno 2025 come termine per poter rifiutare le modifiche proposte, altrimenti sarebbero state tacitamente accettate.
Nella recente riunione della World Health Assembly, che si è tenuta a Ginevra dal 19 al 27 maggio, l’OMS ha annunciato trionfalmente di aver raggiunto un accordo sul primo Piano Pandemico globale (Pandemic Agreement).
Al contempo sia il Regolamento Internazionale, sia il Piano Pandemico, sia l’OMS in sé stessa hanno ricevuto varie critiche di dissenso da parte di vari paesi, su cui primeggiano gli Stati Uniti che hanno dichiarato di voler uscire dall’OMS.
Sull’argomento c’è molta confusione su cui va fatta chiarezza, perché al cittadino non arrivano bene quali siano i compiti dell’OMS, quali siano le critiche che vengono fatte e perché gli Stati Uniti hanno deciso di uscire dall’OMS.
L’OMS dà solo raccomandazioni
Una delle accuse che viene fatta all’OMS è che sta accentrando su di sé sempre maggiore potere, ed è vero per quanto riguarda finanziamenti, sorveglianza, gestione, e organizzazione di attività relative ad emergenze sanitarie.
I trattati internazionali che vengono firmati sono vincolanti per le nazioni che li sottoscrivono, che devono impegnarsi ad organizzarsi per partecipare alle attività dell’OMS e fornire i dati richiesti. Comunque, anche se i trattati non vengono rispettati non è prevista nessuna sanzione.
Tuttavia, la natura vincolante del Trattato Internazionale ha dei limiti precisi e non si traduce in un’imposizione diretta di misure come lockdown o obblighi vaccinali, le decisioni operative rimangono di competenza degli Stati Nazionali.
L’OMS emette raccomandazioni durante le emergenze sanitarie, che possono includere suggerimenti su restrizioni ai viaggi, screening sanitari, o campagne vaccinali, ma non sono giuridicamente vincolanti.
Gli Stati possono scegliere se seguirle o meno, in base alla loro sovranità e alle condizioni locali, bilanciando le esigenze sanitarie con considerazioni economiche, sociali e politiche. Ad esempio durante la pandemia da Covid la Svezia ha deciso di non applicare il Lockdown.
Quello che ha causato enormi problemi di ordine sociale ed economico, oltre che sanitario, negli ultimi anni sono state le decisioni prese a livello nazionale. Dato che l’OMS non può imporre lockdown o obblighi vaccinali, ma fa solo raccomandazioni, le imposizioni sono state esercitate localmente, a qualsiasi livello, a partire dal governo, alle regioni, alle provincie, ai comuni.
L’OMS suggerisce e i governi eseguono ciecamente
Sono loro che durante la pandemia dichiarata da OMS hanno messo in atto imposizioni che limitavano diritti personali e imponevano il vaccino, sia che si trattasse di Singapore o Australia o Canada e ovviamente Italia, e hanno imposto misure coercitive e antidemocratiche.
Le leggi locali sono comunque fortemente influenzate dall’OMS e le istituzioni locali adottano le sue raccomandazioni. È un modo per deresponsabilizzarsi; in caso di problemi la colpa non è loro, ma dell’OMS. Durante il Covid, i politici e gli amministratori non hanno prestato attenzione ai numerosi segnali che arrivavano dalla comunità scientifica, li hanno ignorati, non si sono documentati, e in ogni nazione le misure prese sono state incredibilmente draconiane.
Tutto quello che è successo dovrebbe essere un monito per il futuro, se l’OMS sbaglia, sbagliano tutti. Allora forse è meglio ascoltare quello che dice l’OMS, ma anche ascoltare cosa dicono gli altri esponenti della comunità scientifica e medica, aprire un dibattito serio, e criticare l’operato dell’OMS se vengono fornite indicazioni e direttive sbagliate.
La deriva ONU-OMS
L’ONU è nato subito dopo la Seconda Guerra mondiale come istituzione preposta a promuovere la pace e la sicurezza internazionale, favorire la cooperazione tra gli Stati, prevenire conflitti, tutelare i diritti umani, e favorire lo sviluppo economico e sociale.
Da vari anni la missione dell’ONU è andata in tutt’altre direzioni, togliendo sovranità agli Stati Nazionali e accentrando su di sé la gestione della salute attraverso la sua agenzia OMS e la crisi climatica, attraverso la sua agenzia IPCC.
Non si tratta più di tutelare la pace del mondo ma di esercitare pressioni politiche; l’ONU e le sue agenzie sono diventate istituzioni politiche opache e dispendiose.
Sia la teoria della crisi climatica antropica formulata da IPCC (Agenzia ONU), sia l’operato di OMS (Agenzia ONU) relativamente a vaccini e tecnologia mRNA hanno trovato numerosi oppositori nell’ambiente scientifico e medico, ma sia IPCC che OMS, invece di accettare un confronto scientifico per correggere eventuali errori, pur di imporre le loro politiche hanno trovato alleati in governi, ONG e mezzi di comunicazione, che hanno denigrato, ostacolato, censurato e perfino destituito chi osava opporsi alle loro “verità” alla loro “scienza”.
Le teorie e le testimonianze degli oppositori sono state spacciate come disinformazione. Durante la pandemia, addirittura l’OMS ha stipulato un contratto da 300 milioni di dollari con Google per combattere quella “disinformazione”; la “verità” era solo quella dell’OMS e delle istituzioni ufficiali.
La gestione della pandemia da Covid e la storia delle vaccinazioni dicono tutto. Ci è stato imposto un vaccino che non immunizzava, che si è rivelato pericoloso; sono state imposte misure mai viste prima di compressione dei diritti fondamentali dell’uomo, sono stati suggeriti protocolli sbagliati. Senza contare poi i danni economici provocati da restrizioni e lockdowns.
L’ONU e le sue agenzie hanno perso di credibilità ed il loro operato è fortemente condizionato dalla fonte di finanziamenti privati che influenzano i loro programmi, le loro decisioni.
I nostri politici dovrebbero imparare che ciò che dicono organizzazioni sovrannazionali come ONU, OMS, World Bank, FMI, Unione Europea, non sono verità assolute, ma politiche adottate e decise da personaggi non eletti, che rimangono impuniti anche se quelle decisioni sono viziate, sbagliate e provocano serie conseguenze negative per la popolazione.
Tutte queste organizzazioni sono poco democratiche e poco trasparenti e tendono ad autoproteggersi. Basta vedere l’intervista fatta dall’avvocato tedesco Reiner Fuellmich a Calin Georgescu, ex alto funzionario dell’ONU, in cui viene denunciato il marcio di quella organizzazione.
Calin Georgescu stava per diventare presidente della Romania, ma la Corte Costituzionale rumena ha annullato i risultati del primo turno delle elezioni per presunte interferenze russe e Georgescu è stato escluso dalla possibilità di candidarsi a nuove elezioni presidenziali.
Mentre l’avvocato tedesco Reiner Fuellmich è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di carcere, che sta scontando in carcere, per presunta appropriazione indebita di fondi raccolti dalla sua fondazione.
Reiner Fuellmich, è noto per le sue battaglie legali contro grandi corporation e per il suo ruolo nel Comitato Investigativo Corona, dove ha raccolto prove e testimonianze per denunciare personaggi ed organizzazioni sovrannazionali di crimini contro l’umanità nella gestione della pandemia da Coronavirus.
Come vedete queste istituzioni sono molto potenti e trovano gli strumenti per annientare chi le critica.
Chi finanzia l’OMS
L’OMS non è del tutto indipendente in quanto le quote di partecipazione degli Stati membri coprono circa il 14% del budget (biennio 2024-25) che è di 6,83 miliardi di dollari, 3,415 miliardi l’anno.
L’altro 86% del budget biennale è relativo a finanziamenti volontari, che vengono elargiti sia dagli stessi Stati membri, sia da finanziatori privati.
Gli Stati membri che partecipano maggiormente con finanziamenti privati sono quelli che hanno società che producono farmaci e sono in particolare USA, Germania, Inghilterra.
In Germania c’è la società BionTech, coinvolta nella produzione del vaccino COVID-19 (Comirnaty) che ha stabilimenti a Mainz e Marburg, dove produce il vaccino mRNA. La sede di Mainz è il cuore della ricerca e sviluppo, mentre lo stabilimento di Marburg, è stato riconvertito per la produzione su larga scala del vaccino.
Nel biennio 2018-2019, la Germania ha versato circa 359,2 milioni di dollari, di cui 62 milioni come contributi obbligatori e 298 milioni come contributi volontari. Nel biennio 2020-2021, anni di vendita del vaccino, i contributi sono aumentati significativamente a oltre 1,26 miliardi di dollari, rendendo la Germania il maggiore finanziatore dell’OMS per quel periodo. Nel biennio 2022-2023, la Germania è stata il secondo maggiore finanziatore con 826,4 milioni di dollari, e nel biennio 2024-2025, ha contribuito con 317,2 milioni di dollari, ma questo importo potrebbe aumentare con ulteriori stanziamenti in seguito all’uscita degli USA da OMS.
Tra i finanziatori privati figurano la fondazione Bill & Melinda Gates Foundation, secondo maggior finanziatore, con circa 646 milioni di dollari nel biennio 2024-2025. La fondazione si concentra su programmi di vaccinazione e accesso ai servizi sanitari. Tra i privati c’è anche GAVI Alliance (sempre nell’orbita di Bill Gates): un’organizzazione internazionale per l’accesso ai vaccini, con contributi significativi, stimati intorno ai 246 milioni di dollari nel biennio precedente, che probabilmente aumenteranno per colmare il vuoto lasciato dagli USA.
L’OMS sta cercando di riformare il sistema di finanziamento, aumentando i contributi obbligatori degli Stati membri e riducendo la dipendenza dai fondi volontari, ma il processo è complesso e ostacolato da resistenze politiche.
Quasi il 90% dei contributi volontari sono “specificati” (earmarked), cioè vincolati a programmi o progetti specifici, limitando la flessibilità dell’OMS nel loro utilizzo. Tradotto, significa che tutto l’operato dell’OMS è fortemente condizionato dai suoi finanziatori, che fanno più gli interessi di chi produce farmaci piuttosto che quelli della tutela generale della salute.
International Health Regulations (IHR)
Va anzitutto ribadito che l’International Health Regulations o Regolamento Sanitario Internazionale è un trattato internazionale giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell’OMS, il che significa che le parti hanno accettato di essere soggette all’attuazione e ai requisiti previsti dal testo dell’IHR. Tuttavia, non esiste alcun meccanismo per garantire o imporre il rispetto da parte degli Stati membri e l’OMS non ha alcun ruolo né mezzi per far rispettare la sua attuazione nei singoli Paesi.
I vincoli consistono nella gestione dei rapporti tra Stato aderente e OMS, ma non degli obblighi e delle regole verso la cittadinanza, che rimangono comunque nel potere decisionale degli Stati.
In altri termini l’OMS rimane un organo consultivo che dà indicazioni per prevenire o affrontare emergenze sanitarie, ma gli Stati membri sono i veri responsabili delle misure che vengono prese nel paese. Quando il governo italiano ha obbligato a vaccinarsi o ad applicare il lockdown non c’era una imposizione dell’OMS derivante dall’IHR.
Con il COVID si è sentita necessità di una maggiore efficienza nella gestione di epidemie e pandemie e l’OMS ne ha approfittato per proporre nuove regole al trattato internazionale IHR, che danno più potere a OMS nella gestione e nella allocazione delle risorse finanziarie.
Gli Stati membri sono impegnati a spendere di più per aiutare finanziariamente anche Stati più poveri a mettere in piedi delle strutture di controllo sotto la supervisione di OMS.
Durante la 77ª Assemblea Mondiale della Sanità, a giugno 2024, l’OMS ha proposto degli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale, dando agli Stati membri un anno di tempo per approvarli. Chi non accettava gli emendamenti avrebbe dovuto notificarlo per scritto all’OMS antro il 19 giugno 2025, in caso contrario gli emendamenti si intendevano accettati.
Ad oggi (giugno 2025) l’OMS ancora non ha pubblicato la lista degli Stati che hanno rifiutato gli emendamenti. Si sa comunque che alcuni Stati hanno espresso delle critiche sulla trasparenza del processo, soprattutto per l’approvazione di modifiche comunicate all’ultimo minuto senza dare tempo per un’adeguata consultazione e anche per motivi legati alla sovranità sanitaria nazionale.
Tra gli Stati che hanno espresso critiche e perplessità ci sono Paesi Bassi, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Iran, Argentina, Nuova Zelanda.
L’Italia ha assunto una posizione un po’ ambigua. L’Italia non ha formalmente rifiutato gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale, ma ha fatto una scelta di astensione sul Trattato Pandemico durante il voto all’Assemblea Mondiale della Sanità.
L’Italia potrebbe ancora rifiutare gli emendamenti, entro il 19 luglio, basterebbe riunire il Parlamento entro il 19 luglio 2025. il Parlamento può scegliere di respingere gli emendamenti tramite una legge nazionale; se ciò non avverrà, il silenzio verrà interpretato come accettazione.
Critiche agli emendamenti
Invece di fare tesoro dei numerosi errori commessi da OMS durante la pandemia da Covid e ridisegnare l’istituzione, il nuovo Regolamento Sanitario Internazionale IHR dà ancora maggiore potere a OMS. Gli emendamenti tendono a ridurre ancora di più la sovranità sanitaria nazionale ed hanno sollevato una serie di critiche:
- Sovranità Sanitaria. L’OMS non ottiene “più potere” in senso coercitivo, ma le modifiche rafforzano il suo ruolo di coordinamento e sorveglianza, il che può essere percepito come un aumento di influenza, soprattutto se combinata con la condivisione di informazioni con enti non governativi come CEPI, GAV, Bill &Melinda Gates Foundation. Alcuni critici sostengono che gli emendamenti conferiscano all’OMS un’autorità eccessiva, potenzialmente minando la sovranità degli Stati.
- Emergenza pandemica. La definizione di Emergenza Pandemica rimane relativamente ampia e lascia margini di discrezionalità al Direttore Generale dell’OMS per determinarne l’applicabilità.
- Discrezionalità del Direttore Generale. La discrezionalità del Direttore Generale nel dichiarare emergenze può indirettamente accrescere l’influenza dell’OMS. L’OMS non ottiene “più potere” in senso coercitivo, ma le modifiche rafforzano il suo ruolo di coordinamento e sorveglianza, il che può essere percepito come un aumento di influenza, soprattutto da chi è scettico sulla governance globale.
- Conflitti di interesse. La condivisione di informazioni con organizzazioni non governative (come CEPI e GAVI) ha sollevato timori di influenze private nei processi decisionali dell’OMS, dato che tali enti includono rappresentanti aziendali con interessi finanziari.
- Impegno finanziario. Anche se su base volontaria, gli Stati membri vengono invitati a fornire maggiori contributi finanziari. Comunque gli Stati dovranno allocare maggiori risorse finanziare per migliorare la preparazione e la risposta globale alle emergenze sanitarie attraverso un rafforzamento della sorveglianza, della cooperazione internazionale e dei sistemi di allerta.
- Mancanza di chiarezza e trasparenza. Il testo degli emendamenti è stato fornito in ritardo dando poco tempo agli Stati per esaminarlo e discuterlo.
Trattato Pandemico
A Ginevra, durante la 78ª Assemblea Mondiale della Sanità (maggio 2025), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato il primo Accordo Pandemico globale (Pandemic Agreement, o Pandemic Treaty), un documento giuridicamente vincolante composto da 35 articoli, finalizzato a migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle future pandemie, sulla scia delle lezioni apprese dal Covid-19.
L’accordo promuove una maggiore cooperazione internazionale, equità nell’accesso a vaccini, terapie e strumenti diagnostici, e un approccio “One Health” che collega la salute umana, animale e ambientale.
One Health è un approccio integrato promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme ad altre organizzazioni internazionali come l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH) e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), per affrontare le sfide sanitarie globali in modo olistico.
Il Trattato Pandemico, o Accordo Pandemico, è stato approvato con 124 voti favorevoli, nessun contrario e 11 astensioni, tra cui quella dell’Italia, motivata dalla volontà di preservare la sovranità nazionale in materia di salute pubblica. Alcuni punti del Trattato Pandemico, come l’accesso equo ai vaccini e la condivisione dei dati sui patogeni, saranno ulteriormente negoziati nei prossimi 12 mesi. L’accordo entrerà in vigore dopo la ratifica di almeno 60 Stati membri.
Sono tre anni che si sta discutendo sul testo del Pandemic Agreement e ancora non si è raggiunto un accordo relativamente al tema Patogen Access and Benefit Sharing Sistem (PABS).
L’intento del PABS
1 – Con il PABS l’OMS vuole avere un accesso rapido a campioni biologici e dati genetici di patogeni con potenziale pandemico per supportare la sorveglianza globale dell’OMS, la ricerca e lo sviluppo di contromisure mediche (vaccini, trattamenti, diagnostici). Questo, secondo l’OMS, è cruciale per rispondere rapidamente a future emergenze sanitarie.
2 – Garantire che i paesi, specialmente quelli a basso e medio reddito, che forniscono campioni di patogeni o dati genetici ricevano benefici equi, come accesso a vaccini, farmaci o finanziamenti, riducendo le disuguaglianze viste durante la pandemia da Covid.
Questo modello operativo impone una organizzazione capillare e strutture appositamente preposte e una certa burocratizzazione dei processi, che si stima avrà un costo annuale di una trentina di miliardi l’anno. Quasi 10 volte il budget dell’OMS.
I maggiori oneri finanziari a carico degli Stati aderenti andranno di certo a sottrarre risorse economiche nella gestione di altre patologie certe come tumori, malattie cardiovascolari, diabete, malattie neurologiche, ecc.
Scovare Patogeni
Durante la pandemia da Covid, le nazioni ricche hanno speso miliardi di dollari in Test PCR (tamponi) alla ricerca di problemi da riportare a OMS creando così un allarme generale, che ha favorito ed accelerato l’introduzione di vaccini sul mercato.
Le nazioni povere non hanno le capacità finanziarie per mettere in piedi un efficiente sistema di reporting verso OMS relativamente a nuovi patogeni. Allora l’idea del Trattato Pandemico è che paesi ricchi finanzino i paesi poveri per metter in piedi una catena di sorveglianza mondiale.
L’idea è quella di scovare attraverso il PABS quanti più patogeni possibili, anche se non causano nessun problema, e fornire i dati a aziende farmaceutiche in modo che possano essere pronte a sviluppare e produrre vaccini.
Produrre vaccini – Ingrassare Big Pharma
Si sta mettendo in piedi un enorme carrozzone per scovare patogeni potenzialmente pericolosi, anche se non causano nessun problema.
Basta creare un po’ di allarme e gli Stati più ricchi acquisteranno scorte di vaccini per combattere virus potenzialmente pericolosi, anche se non c’è nessuna epidemia o pandemia.
È un sistema per far guadagnare le Big Pharma, anche se non c’è diffusione di virus. L’ OMS vuole coordinare i finanziamenti, la distribuzione della produzione, la logistica e la distribuzione dei medicinali da stoccare.
Il PREP Act è una legge statunitense ed è uno strumento chiave per garantire una risposta rapida alle emergenze sanitarie negli Stati Uniti, proteggendo, anche legalmente, chi produce e distribuisce contromisure mediche. Il PREP Act è una legge che non ha equivalenti diretti in altri paesi. Tuttavia, il suo impatto si è fatto sentire a livello globale durante la pandemia di COVID-19, poiché ha influenzato la produzione e distribuzione di vaccini da parte di aziende statunitensi.
Il PREP Act si integra con programmi federali come la Strategic National Stockpile (SNS), un deposito nazionale gestito dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti. L’SNS immagazzina vaccini, farmaci, dispositivi medici e altre contromisure per rispondere rapidamente a emergenze sanitarie, come epidemie o pandemie.
La spesa da sostenere per mantenere questo stock di prodotti negli USA è dell’ordine di qualche miliardo di dollari e poiché i medicinali scadono ogni anno bisogna provvedere a reintegrare le scorte con nuovi medicinali.
Dal qualche anno l’OMS ci sta mettendo in guardia per una potenziale futura pandemia causata da un patogeno sconosciuto identificata come “Disease X”.
Vogliono forse ricreare lo scenario che si è verificato con il Covid dove l’Unione Europea (Ursula) si è preoccupata di acquistare circa 4,2 miliardi di dosi di vaccini, imponendo in pratica una vaccinazione coercitiva? E quanti milioni di queste dosi sono state inutilizzate perché scadute?
Vogliono replicare quello che è successo con vaccini non sufficientemente testati, vaccini con effetti avversi anche letali, uso improprio di ventilatori, farmaci pericolosi come il farmaco antivirale Remdesivir, e continuare la promozione di vaccini che usano tecnologia mRNA, ancora non sufficientemente testata?
Capite allora che impaurire il mondo per una futura Malattia X e addirittura organizzarsi per scovare nuovi patogeni potenzialmente pericolosi è un sistema in cui l’OMS diventa un facilitatore per la produzione di vaccini. Basta creare l’allarme e qualche Stato comprerà milioni di dosi di nuovi vaccini che forse rimarranno inutilizzate.
Non c’è bisogno di dichiarare una emergenza e imporre il prodotto sul mercato. Solo rimpinguare gli stock in giacenza che scadono dopo X anni diventa un business senza fine. Più patogeni trovano, più vaccini sviluppano più prodotti vanno a finire negli stoccaggi nazionali.
Pensiero cattivo – Diceva Giulio Andreotti: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. A questo punto va anche considerato il ruolo dei bio-laboratori. Ma non sarà che un obiettivo nascosto dei numerosi bio-laboratori sia propri quello di creare e studiare nuovi patogeni per favorire il business dei vaccini?
Argomento del contendere
Il Trattato Pandemico è per ora approvato in via provvisoria, manca di definire il capitolo annesso che riguarda “Patogen Access and Benefit Sharing – PABS”.
Il tema del contendere è di chi è la proprietà intellettuale di chi trova il patogeno e cioè chi trae vantaggi economici da questa proprietà intellettuale.
Non viene messo in discussione il framework generale del Trattato Pandemico, ma stabilire chi trae benefici economici dalla scoperta di nuovi patogeni.
Alcuni Stati contestano il fatto che i benefici economici vadano solo alle Big Pharma, che disponendo di dati sul patogeno saranno in grado di produrre e commercializzare vaccini. Il problema viene sollevato soprattutto dalle nazioni più povere.
Uscire o no da OMS ?
Gli Stati Uniti hanno deciso di uscire dall’OMS e invitano gli altri Stati a fare altrettanto per riformare l’OMS o creare una organizzazione alternativa, più snella trasparente e responsabile e più focalizzata sulla sanità e prevenzione, eliminando le ingerenze dei finanziatori esterni che ne influenzano le politiche sanitarie.
L’OMS viene criticata per una gestione pandemica fallimentare del Covid e per aver spinto politiche che hanno favorito i produttori di vaccini, per aver partecipato a giochi di potere internazionali, interessandosi di temi come identità di genere e educazione sessuale dei bambini, deviando dalla sua missione principale di gestione della salute e della sicurezza sanitaria.
L’ingerenza di Big Pharma nelle politiche sanitarie internazionali è ormai più che evidente, tutte le istituzioni CDC, FDA, EMA, Unione Europa, OMS, hanno in qualche modo favorito e protetto le società farmaceutiche piuttosto che metterle sotto accusa.
Durante il Covid ci è stato imposto un vaccino che non immunizzava, e che si è rivelato pericoloso, con milioni di persone colpite da effetti avversi, con l’aggravante che sono stati suggeriti protocolli di cura sbagliati e al tempo stesso sono stati ostracizzati farmaci che invece si sono poi dimostrati efficaci.
Come effetti del post Covid, le statistiche mostrano che è aumentata la mortalità e sono incrementate patologie cardiache e cancerogene. Nonostante ciò, gli organi preposti, a partire dall’OMS, non hanno voluto minimamente mettere in discussione e analizzare se tali effetti siano dovuti alla tecnologia mRNA o alla composizione dei vaccini, o alla proteina spike che rimane a lungo in circolazione nel corpo umano.
L’OMS, invece di ammettere le sue responsabilità, ha permesso la messa in circolazione di vaccini autoreplicanti, che non sono altro che una versione potenziata della tecnologia mRNA, senza che se ne sperimentassero gli effetti a lungo termine (almeno 5-10) e senza una valutazione accurata di cencerogenicità e genotossicità. EMA e Commissione Europea hanno autorizzato tali vaccini, con il tacito consenso dell’OMS, anche in assenza di una emergenza pandemica.
L’OMS, invece di fare chiarezza, addirittura rilancia, accentrando su di sé ancora più potere, sia con gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale, sia con il Trattato Pandemico.
Il Trattato Pandemico, proposto come al solito con tante buone intenzioni, crea una organizzazione internazionale tendente a scovare nuovi patogeni e non farà altro che creare nuovi allarmismi. Sembra fatto apposta per stimolare Big Pharma nello sviluppo e commercializzazione di nuovi vaccini, anche in assenza di una reale emergenza.
Se tutti questi vaccini saranno basati su mRNA e mRNA autoreplicante, come lasciano intendere, mettendo da parte il principio di precauzione, allora bisogna chiedersi perché viene fatto? Perché viene permesso?
Ci sono solo interessi economici o vogliono favorire l’assunzione di vaccini potenzialmente pericolosi; dando vita al pensiero complottista di riduzione della popolazione?
La decisione degli USA di uscire dall’OMS mette giustamente in discussione un intero sistema sanitario che andrebbe rifondato o sostituito.
L’appello degli USA ad uscire dall’OMS è stato recepito dall’Argentina e da altre nazioni come l’Ungheria, che hanno espresso la possibilità di uscire dall’OMS.
In varie nazioni si è comunque acceso un dibattito politico interno se sia il caso di seguire l’esempio degli USA, e prima che sia definitivamente approvato il Trattato Pandemico a maggio 2026, potrebbero esserci molte sorprese.
