Lo Stato della Florida si sta accingendo ad eliminare l’obbligo vaccinale per tutti i vaccini. L’annuncio è stato dato dal responsabile della Sanità dello Stato della Florida, il Dr. Joseph Ladapo.
La decisione è stata presa in accordo con il Governatore della Florida, Ron DeSantis, che ha creato una apposita commissione chiamata “Make America Healthy Again” – MAHA, in sintonia con il motto del Presidente Trump: MAGA – “Make America Great Again”.
L’obiettivo del governatore della Florida è di allinearsi alle politiche sanitarie di Robert Kennedy, Segretario del Dipartimento della Salute USA, che sta rivoluzionando la gestione della Sanità negli Stati Uniti.
La decisione di DeSantis/Ladapo fa seguito alle dichiarazioni di Robert Kennedy che aveva messo pubblicamente in discussione l’obbligo vaccinale definendo il suo scetticismo come una scelta personale che coinvolgeva genitori, bambini e medici. “Se sai che un vaccino ucciderà un certo numero di bambini, hai il diritto di renderlo obbligatorio per tutti ?“, aveva dichiarato nel 2020.
L’annuncio di Ladapo ha sollevato una marea di proteste da parte di tutto il sistema sanitario, abbondantemente in mano ai finanziamenti che arrivano da Big Pharma, e ovviamente anche dal Partito Democratico. Anche la popolazione, condizionata dai mezzi di comunicazione, è probabilmente a favore dell’obbligatorietà, almeno per certi vaccini.
Dopo pochi giorni è seguita la clamorosa denuncia del presidente Trump e di Robert Kennedy sulla connessione tra autismo e i vaccini. Che i casi di autismo fossero dovuti ai vaccini trovava già molti sostenitori, ma la teoria era stata sempre ritenuta infondata dalle istituzioni ufficiali.
Nonostante non vi siano prove ufficiali, per la prima volta viene ammesso che ci sono abbastanza evidenze per sostenere questa connessione e sono stati stanziati 50 milioni di dollari per indagare sulle cause dell’autismo.
Trump e Kennedy hanno anche messo in discussione l’uso di alluminio e mercurio nei vaccini come anche l’uso di paracetamolo somministrato in gravidanza.
Indubbiamente certi tipi di vaccini hanno eliminato la diffusione alcune gravi malattie, mi riferisco ad esempio in particolare alla poliomielite. Questo non si può mettere in discussione.
Vaccinare un alto numero di persone consente di ottenere la cosiddetta immunità di gregge per le malattie contagiose.
40-50 anni fa non si sarebbe messa in discussione l’obbligatorietà dei vaccini, tutti i nostri genitori ci hanno fatto fare la vaccinazione antipolio, anche quando nessuno li obbligava. Nel 1952 un mio compagno di classe aveva avuto la poliomielite che gli aveva aggredito un braccio, è quindi ovvio che la preoccupazione dei genitori era quella di preservare la salute dei propri figli.
Poi, con il passare degli anni, sono cambiate mote cose: è cambiata la politica, è cambiato il sistema sanitario, è cambiata l’industria farmaceutica, e con internet è cambiato il modo di informarci e di comunicare. Tutti questi cambiamenti hanno inciso profondamente sui vaccini, sulla loro validità ed efficacia e soprattutto sulla loro obbligatorietà. Tutto ciò non può essere trascurato perché oggi esistono varie argomentazioni contro l’obbligatorietà dei vaccini che non possono essere ignorate.
Trattamento Sanitario Obbligatorio
Il processo di Norimberga istituito nel 1947 condannò i medici che avevano fatto sperimentazioni mediche su ebrei e sui prigionieri di guerra, ma anche sugli omosessuali e sui disabili tedeschi.
Dopo il processo fu emanato il Codice di Norimberga, che sanciva i principi etici fondamentali per la sperimentazione medica sull’essere umano e il Consenso Informato ne era il principio cardine.
Il consenso volontario del soggetto umano fu considerato assolutamente essenziale. Nessun trattamento medico poteva essere imposto senza il consenso libero e informato e il soggetto doveva avere la capacità legale per dare il consenso, che doveva essere libero da qualsiasi coercizione, inganno o pressione.
Benché il Codice di Norimberga riguardi principalmente la sperimentazione medica e non i trattamenti sanitari di routine come le vaccinazioni regolarmente approvate, i suoi principi dovrebbero influenzare profondamente la bioetica moderna e il diritto alla libertà terapeutica.
Questo dovrebbe mettere in discussione l’obbligatorietà delle vaccinazioni, tanto che l’Unione Europea, pur non vietando l’obbligo vaccinale, sostiene la libertà di scelta informata, purché nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.
Ormai ci stanno abituando, piano piano, a veder ridotte le nostre libertà individuali. Lo hanno fatto con le vaccinazioni obbligatorie per i bambini, ma lo stiamo vedendo in altri campi come l’obbligo a non usare combustibili fossili e quindi ad usare macchine elettriche; lo vediamo con l’Euro digitale programmabile, per cui non saremo più liberi di spendere il nostro denaro a nostro piacimento; lo vediamo con l’obbligo a ristrutturare le nostre case; lo vediamo con l’intrusione sulla nostra privacy; lo vediamo con l’aumento della censura su internet per cui dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo; e lo vediamo con tanti altri provvedimenti di obbligo, controllo o limitazione delle nostre libertà individuali e anche dei nostri diritti fondamentali.
Cosa c’è nei vaccini?
Sempre in riferimento al consenso informato, dovremmo sapere esattamente cosa c’è nei vaccini e la telenovela dei vaccini per il Covid ci ha dimostrato che non ce l’hanno detto e sono molto restii a dircelo. C’è voluta la sentenza di un giudice per obbligare Pfizer a pubblicare la documentazione delle sperimentazioni, che è stata pubblicata, fino ad ora, solo in parte.
Ho detto telenovela perché c’è stato un avvicendamento impressionante di notizie. Hanno cominciato a dire che i vaccini erano efficaci al 90% e impedivano la trasmissione del virus, poi sono scesi all’80% poi sono scesi ancora, poi abbiamo visto vaccinati che si infettavano e allora ci hanno detto che i vaccini non impedivano la trasmissione del virus.
All’inizio ci hanno detto che gli effetti avversi non erano poi tanti ed il rapporto rischi benefici era sicuramente a favore dei benefici, poi nel bugiardino hanno dovuto inserire una sfilza di nuovi effetti avversi. Il numero crescente di patologie gravi, di turbo-cancri, di morti improvvise e l’aumento della mortalità in molti paesi dovrebbe spingere le istituzioni sanitarie preposte e i governi ad indagare se vi sia una correlazione con i vaccini Covid, ma nessuno si muove in questa direzione.
Le istituzioni preposte a tutelare la nostra salute non ci tutelano, non indagano, nonostante gli innumerevoli studi e le analisi effettuate da istituzioni indipendenti e nonostante i milioni di effetti avversi per i vaccini Covid.
Visto che le autorità non si muovevano varie fonti indipendenti hanno indagato sulla composizione dei vaccini e subito sono circolate notizie sulla presenza di grafene e nanotecnologie. Notizie tuttora smentite dalle istituzioni ufficiali.
Uno dei primi a lanciare l’allarme fu Karen Kingston, consulente per il settore farmaceutico, che ha analizzato la documentazione disponibile, tra cui una una serie di brevetti, in cui si parla di nanotecnologie e grafene, brevetti che si sospetta siano stati utilizzati nella produzione dei vaccini Covid.
Recentemente la TV boliviana ha trasmesso il video di un esame al microscopio effettuato dalla dottoressa Liliana Zelada in presenza di un notaio (qui la notizia). L’esame microscopico del vaccino per il morbillo e altri vari vaccini e medicinali ha dimostrato che contengono ossido di grafene e nanotecnologie e un’altra cinquantina di elementi estranei.
Poiché il vaccino contro il morbillo è disponibile fin dagli anni 70, quando le nanotecnologie ancora non esistevano, il fatto che ora contenga nanotecnologie significa che il vaccino originale è stato modificato.
Informazione e Disinformazione
Di fronte alla gravità di tali notizie, le autorità ufficiali dovrebbero reagire con decisione e fornire delle controprove e soprattutto accettare un confronto, un dibattito scientifico faccia a faccia con chi lancia queste accuse.
Il confronto scientifico viene invece rifiutato, come avviene anche per la CO2 e il cambiamento climatico, e si lascia il compito di controbattere alle pesanti accuse ai Fact Checkers, ai Debunkers, persone prezzolate e di scarsa competenza.
Ad esempio l’accusa lanciata dalla dottoressa Zeleda viene contestata dal Fact Checker Juanne Pili sul sito Open.Online, sito fondato dal giornalista Enrico Mentana.
Indagando meglio, in realtà Juanne Pili risulta essere un giornalista sardo che si chiama Giovanni Pili e che contesta notizie relative a vaccini, alla politica, alla geoingegneria, al crollo delle torri gemelle e così via. È insomma un tuttofare.
Juanne Pili mette in discussione la credibilità della dottoressa Zeleda, questa è la tecnica usata dai Fact Checkers, ridicolizzare, sminuire la credibilità delle accuse e di chi lancia le accuse. È così che operano i Fact Checkers: un tizio qualsiasi può contestare lo studio della dottoressa Zeleda, come anche le dichiarazioni di un premio Nobel, come hanno fatto per Luc Montagnier.
Questa è la tecnica con cui pretendono di combattere la disinformazione. L’Agenzia Open pubblica l’articolo di Juanne Pili che contesta le analisi della dottoressa Zeleda, le agenzie di stampa e i telegiornali riprendono la notizia lanciata da Open ed il gioco è fatto. In questo modo la lotta alla disinformazione in rete diventa un sistema per ufficializzare una sola verità, quella dei mezzi di comunicazione e delle istituzioni ufficiali. Diventa un sistema per contrastare, zittire e ignorare tutte le critiche che arrivano da varie fonti e pubblicate in rete.
Effetti avversi
Personalmente, a gennaio 2022, allarmato dalle notizie che circolavano in rete su Covid e Vaccini, feci una piccola indagine analizzando i dati inseriti nel database VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System), che è un database dove da oltre 30 anni vengono registrate tutte le segnalazioni di eventi avversi ai vaccini. Ho analizzato solo la quantità dei dati in termini di Megabytes, senza entrare nel merito delle segnalazioni. Ad esempio per l’anno 1991 ho scaricato dati da inserire in un foglio Excel per 1,09 Megabytes. Per l’anno 2018 la quantità dei dati era di 4,5 Megabites. Per l’anno 2021, anno di introduzione dei vaccini, la quantità dei dati era di 58,9 Megabites. Il grafico mostra visivamente l’andamento della quantità di dati registrata nel database VAERS.

Salta all’occhio che nel 2021 c’è stata una crescita enorme del numero di effetti avversi. Sommando i dati di 31 anni, dal 1990 al 2020 si ottengono 77,01 Megabytes, mentre solo per il 2021 si hanno 58,9 Megabyte. Considerando che i vaccini hanno cominciato ad essere distribuiti a marzo-aprile 2020, si può affermare che in un solo anno la quantità di effetti avversi è stata quasi uguale al totale degli effetti avversi dei precedenti 31 anni.
Altra cosa che va evidenziata è che in precedenza i vaccini sono stati ritirati per pochi casi di effetti avversi mortali. Ad esempio il vaccino per la polio prodotto dai Cutter Labs fu ritirato dopo 10 casi di effetti avversi mortali, quello per l’influenza suina è stato ritirato dopo 53 decessi per effetti avversi. Per i vaccini Covid siamo ben al di sopra di questi numeri, ma nessuno prende provvedimenti.
Va anche evidenziato che Robert Kennedy è uno dei principali esponenti del movimento antivaccinista negli Stati Uniti, specialmente per i vaccini pediatrici, dando forza alla teoria che sono causa dell’aumento dei casi di autismo nei giovani.
Ovviamente la sua posizione è fortemente criticata da tutta la comunità medica e scientifica. Ma sappiamo bene che la comunità medica è scientifica è pesantemente condizionata dai finanziamenti che ottiene dalle società farmaceutiche.
Ingerenza Big Pharma
L’ingerenza delle società farmaceutiche è molto forte, sia nel settore sanitario che in tutta la società, e ne abbiamo avuto una prova abbastanza evidente durante la pandemia.
L’industria farmaceutica finanzia la maggior parte degli studi clinici e della ricerca biomedica a livello mondiale. Anche in Italia gli studi clinici indipendenti sono una minoranza.
Le università e gli istituti di ricerca ricevono fondi da Big Pharma, che spesso offrono posizioni ben retribuite ai ricercatori, creando un potenziale conflitto tra obiettività scientifica e interessi personali. Lo stesso discorso vale anche per le riviste mediche.
Questo ha portato a una situazione in cui la comunità scientifica non è sempre libera di indagare o pubblicare risultati che potrebbero danneggiare gli interessi dell’industria farmaceutica.
Il caso dell’OMS
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è pesantemente condizionata in quanto riceve circa il 75% del suo budget da donazioni volontarie, molte delle quali provengono da aziende farmaceutiche e fondazioni a loro collegate.
Queste donazioni sono spesso “vincolate a progetti”, il che significa che i donatori privati possono influenzare le priorità e le politiche dell’OMS. Aziende come Sanofi, Pasteur e GlaxoSmithKline figurano tra i principali finanziatori privati dell’OMS.
L’OMS ha stipulato un contratto con Google per condizionare l’opinione pubblica. L’intento dichiarato era di promuovere contenuti verificati e ridurre la visibilità di informazioni false.
Quando gli utenti cercavano termini come “COVID-19” o “vaccino”, Google mostrava in cima ai risultati le fonti ufficiali, come l’OMS o i Ministeri della Salute nazionali. Sia Google che YouTube (di proprietà di Google) rimuovevano articoli che promuovevano teorie considerate non scientifiche o cure non approvate o notizie che andavano contro Big Pharma.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, ha dichiarato che “la disinformazione può essere altrettanto pericolosa quanto il virus stesso”, ma il modo di operare dell’OMS intendeva censurare tutte le notizie contrarie alla sua verità, in pratica non erano ammesse critiche, anche se supportate da prove concrete.
Il contributo dei Media
Abbiamo visto durante la pandemia una decina di esperti comparire assiduamente in TV per spingere la gente a vaccinarsi, minimizzando gli effetti secondari, sostenendo con assoluta certezza l’efficacia totale dei vaccini nel prevenire il contagio, quando poi è invece emerso che il contagio avveniva comunque e che la protezione era limitata nel tempo e variava con le varianti del virus.
Sono stati suggeriti protocolli di cura sbagliati e bocciati medicinali invece validi per curare il Covid e sono state diffuse informazioni poi smentite, come l’idea che il virus si trasportasse sulle suole delle scarpe o che bastasse disinfettare ogni superficie.
Il fenomeno ha sollevato interrogativi importanti: Può la scienza piegarsi alla logica televisiva? Come distinguere tra divulgazione scientifica e spettacolarizzazione?
L’ingerenza di Big Pharma non è una teoria del complotto, ma una realtà documentata che solleva interrogativi etici e politici. Il problema non è tanto l’esistenza dell’industria farmaceutica—che ha prodotto innovazioni fondamentali per la salute pubblica—quanto la mancanza di trasparenza e di meccanismi efficaci per evitare conflitti di interesse.
USA – Autismo e Vaccini
Qualche giorno fa Donald Trump ha affermato che l’autismo potrebbe essere causato dai vaccini, sottolineando l’aumento drammatico delle diagnosi negli anni, passando da 1 bambino su 10.000 a 1 su 31. Ha definito questa statistica “orribile” e ha suggerito che ci sia “qualcosa di artificiale” che contribuisce a questa maggiore diffusione dell’autismo.
Robert F. Kennedy Jr., attuale Segretario alla Salute, ha sostenuto la posizione di Trump e ha promesso che presto saranno scoperte le cause di questa maggiore diffusione dell’autismo. Sono stati stanziati 50 milioni di dollari per effettuare studi e ricerche a tale proposito.
In realtà il vero promotore di tutte questi cambiamenti nella gestione sanitaria USA è Robert Kennedy Jr. motivato dal fatto che ad uno dei suoi figli sono stati diagnosticati disturbi dello spettro autistico, e questo ha contribuito a spingerlo ad indagare da anni sulle possibili cause ambientali e mediche, inclusi i vaccini.
L’amministrazione Trump ha anche messo sotto accusa il paracetamolo (noto come Tachipirina – principio attivo del Tylenol), ipotizzando un legame tra il suo uso in gravidanza e l’aumento dei casi di autismo. Robert Kennedy Jr. sostiene di avere un rapporto che collega l’assunzione prenatale di Tylenol a un rischio maggiore di disturbi dello spettro autistico.
Sia Trump che Kennedy hanno anche criticato l’uso di adiuvanti come alluminio e conservanti come tiomersale (che contiene mercurio) nei vaccini. Questi composti sono spesso al centro di controversie, ma la comunità scientifica continua a sostenere che non esistono prove credibili di un legame causale tra questi ingredienti e l’autismo.
Vengono anche criticati i vaccini polivalenti in cui la fusione di vaccini diversi in una unica fiala potrebbe provocare effetti indesiderati.
Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) ha ribadito che non esistono prove scientifiche di un nesso causale tra vaccini e autismo. Tuttavia, su ordine dell’amministrazione Trump, stanno avviando uno studio per approfondire la questione.
Anche le principali società mediche, come l’American College of Obstetricians and Gynecologists, continuano a raccomandare il paracetamolo come farmaco sicuro in gravidanza, se usato con cautela.
Oltre che ad un processo di Spoils System per inserire persone di sua fiducia nelle istituzioni preposte alla Sanità, Trump ha accusato tali istituzioni di aver operato più in base ad interessi politici che sanitari e di pubblica utilità. L’intento è di riformare tali istituzioni, riducendo la burocrazia e rifocalizzandole su interesse pubblico e solidi basi sanitarie e scientifiche.
Tutte le comunicazioni ufficiali e gli studi scientifici devono ora passare sotto l’approvazione governativa prima di essere rilasciati. Sono poi stati stanziati 50 milioni di dollari per analizzare e studiare la relazione tra autismo e vaccini, cosa che non è mai stata fatta negli ultimi 20 anni dice Kennedy.
Confronto Italia – Europa
L’Italia è il paese che si distingue per prendere i provvedimenti più restrittivi e impopolari pur di obbedire pedissequamente alle direttive che ci arrivano dall’estero, soprattutto dall’Unione Europea.
Lo abbiamo visto anche per la pandemia, dove i lavoratori sono stati obbligati a vaccinarsi per non perdere il posto di lavoro, imponendo di fatto un obbligo vaccinale. Ci hanno recluso in casa, mentre in Svezia non è stato imposto l’obbligo vaccinale e tantomeno il lockdown.
La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi dei cittadini che contestavano la loro sospensione dal lavoro a causa della normativa sull’obbligo vaccinale. La sentenza fu molto criticata e fu, di fatto, un atto politico in sostegno dei governi Conte e Draghi, basata su motivazioni senza fondamento sulla validità ed efficacia dei vaccini e andando contro l’articolo 32 della Costituzione.
L’Italia non solo obbedisce pedissequamente alle direttive che ci arrivano dall’estero, ma spesso ci aggiunge del suo. Né è un esempio la recentissima sentenza della Cassazione, in cui il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale per i minori viene considerato un reato.
La sentenza della Corte di Cassazione, depositata a luglio 2025, pur non avendo forza di legge, ha un peso enorme, in grado di influenzare profondamente l’interpretazione e l’applicazione futura del diritto. In pratica, ancora una volta i diritti personali vengono scavalcati dall’interesse collettivo e viene in pratica rafforzata la legge Lorenzin, che obbliga i bambini a Trattamenti Sanitari Obbligatori: “Se non ti vaccini non puoi essere ammesso alla scuola pubblica.”
Una cosa che non ci viene detta è la maggior parte dei paesi europei non prevede l’obbligo vaccinale, sono ben 17 i paesi dove non è obbligatorio, qui troverete la lista completa.
Fin dal 1966, in Italia per accedere alla scuola pubblica era obbligatorio il vaccino antipolio. Poi, grazie alla legge Lorenzin, nel 2017 sono diventati obbligatori ben 12 vaccini, siamo diventati il paese europeo con il più alto numero di vaccini obbligatori.
Segue la Francia dove sono obbligatori 11 vaccini, ma nella media europea l’obbligo è solo per 5-6 vaccini. Ci sono ben 17 Stati dove non c’è obbligo vaccinale per l’accesso alle scuole; in Germania c’è l’obbligo solo per il morbillo e in Belgio solo per la poliomielite.
Negli anni ’60, quando il vaccino contro la poliomielite ha salvato milioni di vite, l’obbligo vaccinale era visto come una conquista della medicina moderna. Poi, con la diffusione di internet, le informazioni hanno cominciato a circolare ed è nato un movimento anti-vaccinista.
L’avversità ai vaccini è esplosa per i fatti avvenuti durante la pandemia da Covid. Si è acceso un faro sull’industria farmaceutica e si è capito come essa influenza media, scienza e politica, e come sia poco trasparente, ecc. ecc.
Volutamente non ho voluto sollevare altri temi come il tema complottistico dello spopolamento del pianeta. La massoneria, e non solo la massoneria, sostiene che il pianeta sia sovrappopolato (lo dice pure Bill Gates). Le scie chimiche influenzano la nostra salute? Il cibo “industriale” che mangiamo influenza la nostra salute?
Il punto è: “Possiamo ancora fidarci dell’Industria farmaceutica? Possiamo fidarci delle istituzioni preposte a tutelare la nostra salute?”. Il governo USA non si fida più delle sue istituzioni sanitarie, e questo apre un interrogativo: “Noi possiamo fidarci delle nostre?”
Personalmente ho perso questa fiducia; facevo ogni anno la vaccinazione anti influenzale, ma ho smesso di farla, finché non sarà evidente che c’è stato un cambiamento, un cambiamento radicale di tutto il sistema di gestione del potere.
I diritti fondamentali dell’uomo sono passati in secondo piano, dando spazio agli interessi della collettività (decisi però da un numero limitatissimo di personaggi) e ad un presunto salvataggio del pianeta (anche questo deciso da un numero limitatissimo di personaggi).
Non voglio dare suggerimenti, ognuno decida in base a quanto detto e anche a quanto dicono altre fonti, documentatevi. La decisione è personale quando si tratta di sé stessi, della propria famiglia e dei propri figli.
