PANDEMIA – Ci avevano avvertito

Volevo parlare di cosa si nasconde dietro il Piano Pandemico dell’OMS, e mentre stavo preparando l’articolo ho sentito la necessità di parlare prima dello scenario degli ultimi 20 anni che ci hanno portato a discutere di un Piano Pandemico.

Il virus Sars-CoV-2, causa della sindrome respiratoria denominata Covid-19, non è arrivato all’improvviso, non è stato un fulmine a ciel sereno, ma è stato come preannunciato da una serie di eventi premonitori e preparatori. 

Da oltre 10 anni ci stavano avvertendo che stava per arrivare una pandemia da Coronavirus. Numerosissimi sono stati i segnali, gli studi, e perfino le simulazioni, voglio ricordarne alcuni, così vi renderete conto che la pandemia era nell’aria da oltre un decennio, sembrava quasi che sapessero nei dettagli cosa sarebbe avvenuto.

2004  – Mapping the Global Future

Esiste uno studio del 2004 dal titolo “Mapping the Global Future”, realizzato dal National Intelligence Council, in cui si delinea uno scenario futuro fino all’anno 2020.  Lo studio è in pratica una analisi geo-politica di quello che potrebbe succedere in futuro con particolare focalizzazione sulla Cina, visto come principale paese emergente.

Si dice che gli Stati Uniti e la Cina hanno forti incentivi per evitare il confronto diretto, ma il crescente nazionalismo in Cina e i timori che la Cina possa diventare un concorrente strategico, potrebbero alimentare un crescente rapporto antagonistico.

Si prospetta il pericolo che l’economia cinese superi quella americana e che il processo di globalizzazione possa sfuggire di mano. Viene detto che per bloccare il processo di globalizzazione sarà alquanto improbabile che scoppi un conflitto mondiale, ma potrebbe essere rallentato da una pandemia o da un attacco terroristico.

Sempre nello studio viene anche detto che alcuni esperti ritengono che sia solo questione di tempo prima che appaia una nuova pandemia, come ad esempio quella provocata dal virus dell’influenza del 1918-1919, che uccise milioni di persone in tutto il mondo.

2010 – Il futuro secondo Rockefeller

Nel maggio 2010 la Rockefeller Foundation ha pubblicato un rapporto intitolato “Scenarios for the Future of Technology and International Development.

Questo rapporto, un tempo consultabile sul sito della Rockefeller Foundation è stato rimosso, ma è comunque reperibile in internet da altri siti che lo hanno copiato. È stato pubblicato anche in italiano.

Il rapporto prende in esame gli sviluppi tecnologici e cerca di identificare quattro scenari che potrebbero svilupparsi nei successivi 20 anni, in modo da essere pronti a fronteggiare nuove situazioni anche dal punto di vista filantropico. Gli scenari non sono previsioni, ma piuttosto ipotesi di possibili sviluppi futuri.

Uno degli scenari, chiamato “LOCK STEP“, descriveva una pandemia globale causata da un nuovo ceppo di influenza, con un alto tasso di mortalità (circa 8 milioni di morti) e un impatto devastante sull’economia globale. Lo scenario prevedeva un mondo post-pandemico caratterizzato da un controllo governativo autoritario, limitazioni delle libertà individuali e un rallentamento dell’innovazione a causa di rigide normative

Un altro degli scenari, chiamato “CLEVER TOGETHER” forniva uno scenario sui pericoli della CO2. Nel 2010 si cominciava a lanciare il messaggio dei danni provocati dalla CO2 e dal cambiamento climatico. Il rapporto dice: “il clima del pianeta stava diventando sempre più instabile. I livelli del mare stavano aumentando rapidamente, ma i paesi continuavano a costruire megalopoli costiere. Nel 2014, il fiume Hudson è traboccato a New York City durante un’ondata, trasformando il sito del World Trade Center in un lago profondo tre piedi.  Nello stesso anno, nuove misurazioni che mostravano che i livelli atmosferici di anidride carbonica salivano precipitosamente creavano nuove urgenze e pressioni affinché i governi (proprio tutti) facessero qualcosa in fretta.” 

Si stava lanciando quindi il messaggio catastrofico della inondazione di Manhattan e che bisognasse fare qualcosa per ridurre la CO2.

La cosa sorprendente è che si descriveva questo scenario anticipando tutto quello che si è poi verificato negli anni seguenti (tranne l’inondazione), e cioè Lo stoccaggio dell’anidride carbonica, gli sforzi internazionali per frenare emissioni di CO2 (facendo pagare la carbon tax) e la promozione di energie rinnovabili solari. Si prospetta che il successo di una governance mondiale nel controllo di CO2 sia anche replicato nella governance mondiale per la sanità.

2012 – Robert Koch Institute

Ente pubblico tedesco legato al Ministero della Salute tedesco, il Robert Koch Institute ha condotto una simulazione pandemica nel 2012. Questo studio ipotizzava la diffusione di un virus chiamato Modi-Sars, originato in Asia e trasmesso dagli animali selvatici agli esseri umani. La simulazione descriveva un virus con caratteristiche simili al SARS-CoV-2, prevedendo un periodo di incubazione di 2-14 giorni, una trasmissione per via aerea e una mortalità significativa, soprattutto tra gli anziani.

Va ricordato che il vaccino COVID-19 di Pfizer-BioNTech, noto come Comirnaty, è stato sviluppato principalmente da BioNTech, un’azienda biotecnologica tedesca. BioNTech ha progettato la tecnologia a mRNA e ha condotto le prime fasi di ricerca e sviluppo. Pfizer ha collaborato con BioNTech, fornendo risorse finanziarie, capacità produttive su larga scala e supporto per le sperimentazioni cliniche, la distribuzione e l’approvazione regolatoria.

Va anche ricordato che la Germania è uno dei paesi che ha maggiormente contribuito al finanziamento dell’OMS. Tra contributi obbligatori e volontari ha contribuito con con 359 milioni di dollari nel biennio 2018-2019 e ben 1,26 miliardi di dollari nel biennio 2020-2021, scesi a 826 milioni nel 2022-2023 e tornati a 317 milioni nel 2024-2025, mentre l’Italia nel 2024 ha contribuito per 18 milioni di dollari in contributi obbligatori e 7,8 milioni in contributi volontari.

Maggio 2018 – Esercitazione CLADE X

Il John Hopkins Center, in collaborazione con il World Economic Forum, ha simulato una pandemia fittizia soprannominata “Clade X”. È stata organizzata una tavola rotonda con vari speaker, ogni speaker impersonificava il capo di una istituzione: il Segretario di Stato, il Segretario della Difesa, il Procuratore Generale, il Segretario alla Sicurezza, il Direttore della CIA, il Segretario alla Salute, il Portavoce del Senato, il Portavoce della Camera, il Direttore del CDC. Gli speakers non rappresentavano queste istituzioni, ma ne avevano fatto parte in passato e dovevano dare un loro parere nella gestione della pandemia. 

Lo scenario inizia con un focolaio di un nuovo virus parainfluenzale moderatamente pericoloso chiamato “Clade X”. Le epidemie compaiono per la prima volta a Francoforte, e si diffondono velocemente a livello mondiale, fino ad arrivare negli Stati Uniti. Complessivamente, il 20% dei pazienti gravemente malati muore; i temi da affrontare sono diversi, di ordine medico, sanitario, ma anche politico ed etico.

Novembre 2018 – The Economist

A novembre 2018 la rivista Economist, di proprietà della famiglia Rothschild e della famiglia Agnelli, ha pubblicato un numero speciale dal titolo “Il mondo nel 2019” con una delle sue copertine criptiche.

La copertina della rivista riportava alcune immagini che si ricollegavano a progetti tanto cari ai cartelli del potere, al World Economic Forum, come ad esempio le auto elettriche e l’identità digitale, ma riportavano anche alcune immagini apparentemente senza senso, ma che hanno poi assunto un senso con l’arrivo della pandemia.

C’era in telefonino con codice QR, che anticipava l’introduzione del Green Pass, c’era il simbolo del DNA che non si sa bene cosa volesse significare e c’era soprattutto un pangolino, e proprio il pangolino è stata una delle prime ipotesi di passaggio del virus del Covid da un animale all’uomo.

Altro simbolo inquietante sono i quattro cavalieri dell’apocalisse, simbolo di pestilenza, guerra, fame e morte.

In pratica l’Economist sembrerebbe avere poteri divinatori, anticipando fatti che sarebbero effettivamente avvenuti, oppure questi messaggi indicavano un programma, una strategia da portare a compimento?

Altra immagine criptica è la faccia di Putin con la scritta al contrario “I gasdotti di Putin”, che guarda caso sono stati successivamente sabotati per impedire al gas russo di arrivare in Europa.

Agosto 2019 – Crimson Contagion

Ad agosto del 2019, negli Stati Uniti, si è svolta una simulazione di una ipotetica pandemia altamente contagiosa, che scoppiava in Cina e arrivava negli Stati Uniti.

Nell’esercitazione, durata una settimana, sono stati coinvolti 14 Stati degli USA, 87 ospedali, il Servizio Sanitario Nazionale, la Protezione Civile e varie altre strutture del paese.  I risultatati dell’esercitazione sono stati pubblicati in un documento dal titolo “Crimson Contagion 2019 Functional Exercise”, potete scaricarlo cliccando sull’immagine a destra.

La simulazione metteva in evidenza: l’esigenza di un maggior coordinamento tra le istituzioni; l’insufficienza di fondi per gestire una pandemia; il ritardo nello sviluppo di nuovi vaccini e nella successiva fase di produzione e distribuzione e suggeriva di mettere a disposizione almeno 10 miliardi di dollari di fondi per predisporre le misure da adottare contro la pandemia, inclusa la produzione di nuovi vaccini.

Settembre 2019 – OMS – Il mondo è a rischio

A settembre del 2019, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha pubblicato un libricino dal titolo “A World at Risk” (cliccare su immagine a lato), ovvero “Un Mondo a Rischio”, che è un rapporto annuale sviluppato da un gruppo di 13 esperti, preparato per essere pronti a fronteggiare emergenze sanitarie.

Il rapporto, pubblicato da GPMB (Global Preparedness Monitoring Board), afferma che stanno crescendo le probabilità di rischio pandemico. Ricorda che nel 1918 la pandemia influenzale causò 50 milioni di morti. Se succedesse qualcosa del genere oggi avrebbe causato 50-80 milioni di morti. Bisogna prepararsi all’arrivo di una pandemia ad alto impatto patogeno respiratorio. Il messaggio è “Bisogna prepararsi al peggio.

Le conclusioni sono le solite: bisogna investire di più nel contrastare eventuali pandemie e soprattutto le Nazioni Unite devono rafforzare i meccanismi di coordinamento.

Notare che uno dei membri del consiglio di amministrazione del GPMB era Anthony Fauci, che si può considerare una dei principali responsabili dello sviluppo del virus del Covid, realizzato prima negli Stati Uniti, in ambienti universitari, e poi in Cina, dopo che gli Stati Uniti avevano messo al bando quel tipo di sperimentazioni.

Ottobre 2019 – Event 201

Il 18 ottobre 2019, a New York, si è svolto” Event 201”, un seminario organizzato da Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates Foundation. Il tema dell’incontro/esercitazione era “Come prepararsi ad una eventuale pandemia da Coronavirus”.

Partecipavano all’incontro oltre a rappresentanti del John Hopkins Center, del World Economic Forum e della Bill & Melinda Gates Foundation anche dirigenti della Banca Mondiale, della CIA, delle Nazioni Unite, e rappresentanti di case farmaceutiche,

Durante l’evento è stata simulata una pandemia globale di coronavirus trasmesso da pipistrelli a maiali e quindi ad umani. La pandemia si sviluppa in Brasile e si propaga rapidamente in tutto il mondo. Dato che nel primo anno ancora non potrà esistere un vaccino, il virus si diffonderà raddoppiando ogni settimana con conseguenze economiche e sociali devastanti. Dopo 18 mesi sono ipotizzati 65 milioni di morti e la pandemia continuerà a mietere vittime finché non sarà disponibile un vaccino efficace.

Dopo l’Evento 201 vennero stabilite alcune raccomandazioni molto precise per i governi nazionali e le organizzazioni internazionali. Fu affermato che: “Non era possibile che un vaccino fosse sviluppato nel primo anno di pandemia. I governi avrebbero dovuto fornire più risorse e supporto per lo sviluppo e l’aumento della produzione di vaccini, e collaborare con le società di media tradizionali e di social media per ricercare e sviluppare approcci agili per contrastare la disinformazione…”. Raccomandazione simile a quella riportata dal Crimson Report.

L’ascesa di MODERNA

Moderna nasce nel 2010 con il nome iniziale di ModeRNA Therapeutics. Il nome è un acronimo di “Modified RNA“, riflettendo il focus dell’azienda sulla tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA) per lo sviluppo di vaccini e terapie.

L’idea di base era di modificare RNA (acido ribonucleico) che è una molecola essenziale per la vita, simile al DNA, ma con alcune differenze chiave. La funzione principale dell’RNA è di agire come intermediario tra il DNA e le proteine. In particolare, l’mRNA (RNA messaggero) trasporta le istruzioni genetiche dal DNA nel nucleo al citoplasma, dove vengono tradotte in proteine.

I vaccini a mRNA funzionano introducendo nelle cellule un filamento di mRNA sintetico che contiene le istruzioni per produrre una proteina specifica del virus (come la proteina spike di SARS-CoV-2). Le cellule producono questa proteina, che viene riconosciuta dal sistema immunitario, stimolando la produzione di anticorpi e cellule T senza causare la malattia. Questo dovrebbe preparare il corpo a combattere il virus reale in caso di infezione.

Le prime sperimentazioni di Moderna su animali hanno attirato l’attenzione di investitori e partner strategici. Nonostante le difficoltà iniziali nel rendere l’mRNA stabile e sicuro per l’uso terapeutico, Moderna ottenne finanziamenti per centinaia di milioni di dollari per i suoi studi da altre società farmaceutiche. Nonostante le collaborazioni con giganti farmaceutici come AstraZeneca e la raccolta di finanziamenti record, Moderna, nel 2016, non aveva ancora alcun prodotto sul mercato.

I suoi studi e sperimentazioni rimanevano abbastanza segreti e si era verificata una persistente emorragia di dirigenti.  Tra il 2012 e il 2016 si erano dimessi almeno una dozzina di “dirigenti di alto livello”, compresi coloro che dirigevano lo sviluppo di prodotti e i progetti sui vaccini, per presunte divergenze con il CEO dell’azienda Stéphane Bancel. 

Sotto la guida di Bancel, l’azienda ha iniziato a promuovere la propria scienza attraverso la pubblicità sui media e le pubbliche relazioni, piuttosto che pubblicando dati o prove scientifiche concrete. Quando due dei suoi candidati vaccini sono entrati nella Fase 1 degli studi clinici sull’uomo, nel 2016, (studi che alla fine non hanno portato a nulla), l’azienda ha rifiutato di inserirli nel registro federale pubblico. La decisione di non inserirli, che si discosta dalla prassi comune delle aziende produttrici di vaccini più tradizionali, ha fatto sì che le informazioni sulla sicurezza di questi candidati vaccini non sarebbero probabilmente mai state rese pubbliche dopo la conclusione degli studi.

Pur non avendo una solida esperienza nell’mRNA e nella scienza alla base del suo utilizzo come terapia, Bancel ha compensato questa lacuna diventando il venditore per eccellenza di Moderna. Sotto la sua guida, Moderna è diventata riluttante a pubblicare i propri lavori su riviste scientifiche come Science o Nature , ma propensa ad annunciare e promuovere il potenziale di mRNA sulle reti televisive.

Le persone incaricate dello sviluppo scientifico erano quelle che si dimettevano più frequentemente, il che portò Moderna a perdere due responsabili della chimica nel giro di un solo anno, seguiti a breve dalla perdita del direttore scientifico e del responsabile della produzione.

Negli anni 2016, 2017, Moderna era in enorme difficoltà nel dimostrare l’efficacia e la sicurezza della sua tecnologia. Nonostante le difficoltà e la continua perdita di dirigenti, tra cui anche il direttore scientifico dei vaccini Giuseppe Ciaramella e varie cause legali contro altre società farmaceutiche, nel 2018 Moderna venne quotata in borsa.

Nei documenti presentatati alla SEC per essere ammessa in borsa veniva descritto uno scenario alquanto incerto sugli effetti collaterali e sulla possibilità che ai suoi prodotti venisse permesso di essere commercializzati.

Circa un mese dopo che queste inquietanti ammissioni furono rese pubbliche, Moderna riuscì comunque, nel dicembre 2018, a realizzare un’offerta pubblica iniziale (IPO) da record. Tuttavia, il valore delle sue azioni crollò poche ore dopo, e un mese dopo l’IPO, le azioni di Moderna continuarono la loro discesa. Coloro che avevano previsto questo risultato post-IPO, prima che Moderna si quotasse in borsa, avevano anche avvertito che questa tendenza al ribasso sarebbe probabilmente continuata fino all’inizio del 2020, se non oltre. In pratica Moderna era una società con enormi difficoltà.

Eppure qualcuno continuava a finanziarla. Nel luglio 2018, prima ancora di essere quotata in borsa, Moderna ha aperto una struttura di 18.580 metri quadrati per la produzione, la ricerca preclinica e clinica di vaccini e terapie mRNA.

Nonostante ancora non avesse un vaccino sufficientemente sperimentato e con evidenti ammissioni di effetti avversi, la società aveva già aperto una fabbrica, investendo centinaia di milioni di dollari.

Nel 2013, il World Economic Forum aveva assegnato a Moderna il riconoscimento di Global Growth Company e Moderna collabora attivamente e regolarmente con il Forum di Davos dal 2013, sia in occasione dell’Annual Meeting of the New Champions, ospitato in Cina, sia durante gli incontri regionali del WEF.

Nel 2019, l’anno delle esercitazioni simulate di pandemia del Crimson Contagion e di Event 201, a fine ottobre, al Milken Institute Future of Health Summit, si è tenuta una tavola rotonda sui vaccini antinfluenzali in cui si affermò il principio che sarebbe stato necessario un evento “dirompente” per sconvolgere il lungo processo burocratico di approvazione dei vaccini e facilitare una più ampia adozione di vaccini non tradizionali, come quelli prodotti da Moderna.

Tra i relatori del panel figuravano l’ex commissaria della FDA Margaret Hamburg, consulente scientifica della fondazione Gates, nonché Anthony Fauci del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) e del National Institutes of Health (NIH).

In pratica si stava cercando di ottenere un consenso generale per dare il via libera ad un vaccino sperimentale che utilizzava una tecnologia nuova e ancora non sperimentata.

Dichiarazione del CEO di MODERNA

Nel 2022 intervenendo al World Economic Forum, Barcel ammise che la sua azienda stava in difficoltà, ma già nel 2019, prima della comparsa del virus, era molto fiducioso che un virus sarebbe arrivato e che la sua azienda avrebbe fatturato miliardi di dollari, contro un fatturato nel 2019 di soli 100.000 dollari.

Quei 100.000 dollari si riferivano a vendita di prodotti. In realtà nel 2019 Moderna ha avuto un fatturato di 60 milioni di dollari, non per vendita di prodotti, perché non aveva prodotti da vendere, era tutto in fase di sviluppo, ma le entrate erano frutto di accordi di collaborazione con altre aziende farmaceutiche e in minima parte da sovvenzioni (Es. Bill & Melinda Gates Foundation).

Con una tempistica perfetta, il 12 settembre 2019, Moderna pubblicava un comunicato stampa in cui annunciava di aver effettuato con successo la Fase 1 di sperimentazione del vaccino senza che si fossero verificati significativi effetti avversi.

Nel comunicato veniva anche detto che il progetto aveva beneficiato del supporto finanziario della DARPA, una agenzia del Dipartimento della Difesa USA, e che la DARPA stava sviluppando da diversi anni tecnologie basate sugli acidi nucleici per la lotta alle malattie infettive e i risultati di questa sperimentazione clinica convalidavano tale approccio.

Il supporto finanziario della DARPA rientrava nell’iniziativa ADEPT che aveva l’obiettivo di sviluppare tecnologie che potessero essere implementate in modo sicuro e rapido per fornire alla popolazione statunitense una protezione pressoché immediata contro le malattie infettive emergenti e le armi biologiche ingegnerizzate, anche nei casi in cui il patogeno o l’agente infettivo fossero sconosciuti.

Analisi Ragionata

Quando realizzo le mie ricerche, le mie analisi, da una parte cerco sempre di risalire ai documenti ufficiali, ai fatti che non possono essere messi in discussione, e dall’altra mi pongo delle domande: “Perché è successo?  A chi giova, chi ne trae vantaggio? Che obiettivi hanno? “

Epidemia SARS

La SARS fece la sua prima comparsa nel novembre del 2002, in Cina, nella provincia del Guandong e rapidamente si diffuse in 30 paesi, per la maggior parte asiatici, ma anche, seppur con pochissimi casi, in Canada, Stati Uniti e in Europa.

Tra il novembre 2002 e il luglio 2003, la SARS causò, nelle ragioni asiatiche interessate, una vera e propria epidemia: contagiò più di 8.000 persone e ne provocò la morte di 774. L’epidemia di SARS-CoV-1 si è in pratica estinta da sola, principalmente grazie a misure di contenimento come l’isolamento dei casi, la quarantena dei contatti e rigide misure di controllo delle infezioni.

Non sono stati sviluppati vaccini pienamente approvati e distribuiti per la SARS durante o dopo l’epidemia. Tuttavia, alcuni gruppi di ricerca avevano avviato lo sviluppo di vaccini sperimentali contro SARS-CoV-1. Questi includevano vaccini a base di virus inattivati, vaccini a subunità proteiche e vaccini basati su vettori virali, ovvero vaccini cosiddetti tradizionali. Alcuni di questi candidati vaccini avevano mostrato risultati promettenti in studi preclinici e in fasi iniziali di sperimentazione (Fase I), ma nessuno è stato completato o approvato per l’uso umano.

Con l’estinzione del virus, nonostante il monito dell’OMS che diceva che tale virus avrebbe potuto riproporsi in futuro, scemò l’interesse nello sviluppo di un vaccino e cessarono i finanziamenti per la ricerca.

Va detto che i vaccini rappresentano una piccola parte del fatturato delle case farmaceutiche, che sono molto più interessate ai medicinali da banco o medicinali per malattie croniche che vanno presi per tutta la vita. Se il vaccino blocca il virus e lo estingue quel vaccino non sarà più venduto.

Bio-Laboratori

Da qualche decennio, dopo aver capito che lo scontro nucleare sarebbe stato fatale per tutta l’umanità, l’interesse militare si è focalizzato su armi non convenzionali: armi chimiche, armi biologiche, armi informatiche, geoingegneria (progetto HAARP), DEW (Direct Energy Weapon), una sorta di raggio laser ad altissima energia, e chissà quale altra diavoleria segreta.

In questo contesto è aumentato l’interesse militare per i bio-laboratori, che sono sorti come funghi. Questi bio-laboratori, sotto la spinta di interessi militari, hanno iniziato ad usare tecnologie cosiddette “Gain  of Function” – Guadagno di Funzione. Queste tecnologie consistono in una manipolazione dei virus, che vengono modificati per creare virus ancora più aggressivi.

La giustificazione militare è di essere pronti a sviluppare vaccini in caso di aggressione nemica, ma in realtà stanno creando dei nuovi virus più pericolosi di quelli già in circolazione, stanno creando armi biologiche.

Da quando questi laboratori si sono diffusi a macchia d’olio sono entrati in circolazione nuovi virus altamente infettivi e il più recente è stato quello del Sars-CoV-2, che ha provocato la pandemia da COVID-19. Tra i nuovi virus, oltre al SARS del 2002 possiamo ricordare HIV/AIDS, H1N1 (influenza Suina), MERS-CoV, Ebola, Zika, Mpox (vaiolo delle scimmie).

La guerra Russia-Ucraina ha fatto emergere che in Ucraina gli Stati Uniti avevano piazzato una trentina di bio-laboratoti e gli USA hanno espresso molta preoccupazione che tali laboratori finissero in possesso della Russia.

Abbiamo visto che anche nella storia di Moderna c’è stato lo zampino militare del DOD, Dipartimento della Difesa. Ma anche nel virus della SARS-CoV-2 c’è stato un coinvolgimento militare che si è tentato di mascherare.

Come nasce il virus SARS-CoV-2

Quando è emersa la diffusione del nuovo virus, le prime dichiarazioni erano fuorvianti e lo riconducevano ad origine animale, pipistrello o pangolino, ma i sospetti si sono subito accentrati sul laboratorio di Wuhan e sui finanziamenti USA, e con il tempo siamo arrivati sempre più vicini a scoprire la verità.

Da vari decenni il prof. Ralph Baric eseguiva studi e sperimentazioni sul coronavirus presso l’Università della Noth Carolina.

Dalla ricostruzione che sono riuscito a fare ho scoperto che in un documento di marzo 2016 dal titolo “SARS-like WIV1-CoV poised for human emergence” – Link al documento – dove  WIV sta per Wuhan Institute of Virology si dice che è stato replicato un clone della SARS-Cov presso il laboratorio dell’Università della North Carolina, manipolando la proteina Spike. Lo studio era finalizzato a far replicare il virus nelle cellule umane.

Questi esperimenti sono stati fatti in violazione della legge USA che nel frattempo (2014) aveva messo al bando gli esperimenti di Gain Of Function. Nonostante ciò lo studio è stato regolarmente autorizzato ed approvato, in deroga alla legge.

Nello studio viene anche ringraziato il Dr. Zhengli-Li Shi del Wuhan Institute of Virology per aver fornito le sequenze e il plasmide del virus WIV1-CoV.

Alla luce di questi documenti risulterebbe che il virus del COVID-19 sia stato costruito nell’Università della Nord Carolina, con il consenso delle istituzioni e in deroga alle leggi che proibivano tali sperimentazioni. Deroga concessa da NIH (presieduto dal Dr. Anthony Fauci). L’Istituto virologico cinese di Wuhan ha fornito il virus della SARS Cov1 che è stato opportunamente manipolato per renderlo nocivo per l’essere umano.  

Sebbene l’NIH (Fauci) abbia finanziato la ricerca di Baric attraverso sovvenzioni (anche tramite EcoHealth Alliance), non ci sono prove che la DARPA abbia finanziato direttamente il laboratorio di Wuhan o l’Università della North Carolina su studi Gain of Function.

Nel 2018, l’EcoHealth Alliance, guidata da Peter Daszak, ha presentato una proposta chiamata DEFUSE alla DARPA per un progetto da 14 milioni di dollari, che includeva collaborazioni con il laboratorio di Wuhan. La proposta mirava a studiare i coronavirus dei pipistrelli, inserendo siti di clivaggio della furina per valutare il rischio di spillover (passaggio del virus dagli animali agli esseri umani).

La DARPA ha rifiutato di finanziare la proposta DEFUSE, citando preoccupazioni legate al potenziale rischio di ricerche di Gain-of-Function (GoF), che avrebbero potuto rendere i virus più trasmissibili o patogeni. La DARPA ha dichiarato ufficialmente di non aver mai finanziato, direttamente o indirettamente, attività o ricercatori associati all’EcoHealth Alliance o Wuhan.

Ma i finanziamenti comunque arrivavano e il DOD non poteva non saperlo viste le sue capacità di intelligence, specialmente su un tema così delicato che riguarda un sostegno ad una potenza considerata nemica (la Cina) e ad una potenziale arma biologica.

Un documento recentemente ottenuto tramite una richiesta ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) (accesso agli atti) da parte del White Coat Waste Project ha rivelato che il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID di Anthony Fauci) e l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) hanno stanziato oltre 40 milioni di dollari di fondi pubblici statunitensi per la ricerca presso il Wuhan Institute of Virology (WIV) e progetti correlati. Il finanziamento è stato specificamente destinato alla ricerca sull’emergere dei coronavirus dei pipistrelli, lo stesso tipo di virus che ha portato alla pandemia globale di COVID-19.

Strane Coincidenze e tempistiche

Il 2019 è stato un anno particolare, il 22 agosto, a Jackson Hole nel Wyoming, nell’annuale incontro delle Banche Centrali, il tema del meeting era “Challenges for Monetary Policy” ovvero “Sfide per le Politiche Monetarie”.  Le Banche Centrali hanno ammesso per la prima volta che il sistema Monetario attuale non era più in grado di gestire le crisi e andava cambiato.

Sempre ad agosto 219, Philip Hildebrand, ex capo della Banca Nazionale Svizzera e Vice-Presidente del Potente Fondo BlackRock, in una intervista rilasciata a Bloomberg, affermava come il rischio di una recessione mondiale fosse imminente e che il sistema bancario non avesse più munizioni per combatterlo e non era chiaro quali armi si potessero usare, dato che la manovra delle Banche Centrali era ormai limitata.

In sincronia con il meeting di Jackson Hole, il potente fondo di investimenti BlackRock proponeva una sua soluzione ai problemi delle Banche Centrali, presentando uno studio noto come piano “Going Direct“.

Il piano “Going Direct” di BlackRock è stato immediatamente accettato e attuato dalle Banche Centrali, segno evidente che sul piano ci stavano lavorando da tempo e probabilmente in collaborazione tra loro.

Ma la cosa ancora più eclatante è che a marzo del 2020 la Federal Reserve abbia assegnato a Blackrock, senza una formale gara di aggiudicazione, l’incarico di gestire i 3.500 miliardi di dollari di finanziamenti per gestire la crisi pandemica da Covid e che Blackrock li ha usati anche per salvare sé stessa e i suoi fondi ETF.

La narrazione della pandemia da coronavirus è stata una comoda copertura che ha mascherato le manovre senza precedenti della Federal Reserve Bank del 2020. Il salvataggio di Blackrock, di altre aziende e della borsa è passato in sordina, non se ne è parlato, anche perché non è facilmente visibile e comprensibile. Il fatto inconfutabile è che le azioni straordinarie e innovative prese dalla Federal Reserve Bank sono iniziate con la riunione delle Banche Centrali di Jackson Hole del 22 agosto 2019, quattro mesi prima che si parlasse della diffusione del virus ed erano state discusse, concordate e preparate ancora prima.

Klaus Schwab ha visto nella pandemia da Covid una ottima opportunità di cambiamento, ovvero nel poter realizzare il suo GRANDE RESET. Qui entriamo in un altro delicato e complesso argomento che riguarda il cambiamento del sistema monetario con l’introduzione della moneta digitale CBDC e lo spostamento del potere dagli Stati Nazionali al potere accentrato nelle Banche Centrali.

Tele sistema rappresenterebbe una compressione della democrazia, dei diritti fondamentali dell’uomo, una violazione della privacy. La costituzione di un esercito europeo, l’istituzione di una censura centrale in mano a governanti non eletti, non lasciano presagire niente di buono per il futuro se la popolazione non capisce e prende atto di quanto sta già succedendo e reagisce.

Tutti gli avvertimenti che ci avevano dato nei 10 anni precedenti sul pericolo di una pandemia da coronavirus si sono fatti più pressanti, specialmente nel 2018 e 2019 con seminari e simulazioni.

Gli sforzi di tutte le istituzioni, invece che concentrarsi sullo sviluppo di un vaccino tradizionale, come suggerito dall’OMS nel lontano 2004, si sono concentrati nel creare un senso di urgenza destinato a dare il via libera alla commercializzazione di vaccini sperimentali e ancora non sufficientemente testati, dato che il processo normale per la messa in commercio di un vaccino ha un percorso di 5-10 anni.

Invece di puntare a terminare gli studi già avanzati e promettenti realizzati per la SARS per lo sviluppo di un vaccino si è preferito puntare sull’urgenza a scapito della sicurezza.

SARS e SARS-Cov-2 erano molto simili e presentavano una somiglianza genetica e strutturale stimata intorno all’80% a livello del loro genoma. Ciò significa che il meccanismo di infezione, la patogenicità e la risposta immunitaria erano molto simili, tanto che i protocolli di cura usati per la SARS avevano dato buoni risultati anche per il Covid. Avrebbe auto quindi senso riprendere gli studi interrotti per la SARS.

Ma si è invece preferito puntare su Moderna, una società spuntata dal nulla, che offriva una tecnologia innovativa mRNA, ancora sperimentale, ma anche potenzialmente pericolosa, perché andava ad interagire con il DNA umano. Proprio per questo motivo i tempi di sperimentazione avrebbero dovuto essere più estesi sia nel tempo che nelle modalità di sperimentazione.

Rimangono delle domande inquietanti a cui bisognerebbe dare una risposta.

  • Perché ci hanno avvertito e spaventato per oltre 10 anni su una imminente pandemia?
  • Serviva forse a creare uno stato di urgenza per giustificare la concessione di fondi e permessi per autorizzare un vaccino poco sperimentato e una tecnologia mRNA innovativa e sperimentale?
  • È stato un atto di leggerezza o è stato intenzionale?
  • La fuoriuscita del virus dal laboratorio di Wuhan è stata involontaria o intenzionale?

Gli ultimi anni sono stati abbastanza insoliti, tutto si muove in base ad emergenze: emergenza sanitaria, emergenza climatica, emergenza bellica. Queste emergenze vengono gestite a livello globale, a livello sovrannazionale, esautorando i governi nazionali della loro sovranità.

Dietro queste emergenze vediamo sempre gli stessi attori: la Rockefeller Foundation, la Bill & Melinda Gates Foundation, il World Economic Forum, i congressi segreti del Bilderberg e della Trilaterale ed anche l’ONU e le sue Agenzie.

C’è uno scollamento ormai eclatante ed evidente tra politica e popolazione. In vari paesi esistono governi che non hanno più il supporto popolare, l’Unione Europea agisce in modo autoritario imponendo le decisioni della Commissione Europea esautorando un Parlamento Europeo, che conta ben poco. L’eventuale dissenso viene soffocato da una censura sempre più pressante che controlla internet e stampa.

Mi fermo qui per non ipotizzare altre teorie più estreme e complottiste, ma credo di avervi trasferito abbastanza elementi per farvi trarre delle conclusioni.

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