EUROPA SOVRANA

EUROPA SOVRANA – Una riflessione sulla sovranità monetaria

Oggi l’Italia non ha più il controllo diretto sulla propria moneta, anzi, non ha una propria moneta. La politica monetaria è gestita dalla Banca Centrale Europea, un’istituzione sovrannazionale che decide in autonomia se, quando, e come intervenire. Non è il governo italiano, né tantomeno il popolo, a stabilire se lo Stato debba essere sostenuto nei momenti di difficoltà. È la BCE che può decidere se “salvarci”, quando farlo, come farlo e in che misura.

L’Italia ha perso le proprie sovranità a partire da quella più importante che è la Sovranità Monetaria, ma non solo quella Monetaria, ha perso tutte le proprie sovranità. La Sovranità Militare è stata ceduta alla NATO e all’Unione Europea. Per quanto riguarda l’aspetto Sanitario seguiamo le direttive che ci arrivano dall’OMS. La Sovranità Legislativa è stata ceduta al Parlamento Europeo, che poco rappresenta la volontà popolare in quanto le leggi europee sono decise sostanzialmente dalla Commissione Europea e non dal Parlamento.

Dopo la morte di Aldo Moro lo scenario politico italiano è del tutto cambiato. Il suo assassinio è stato una specie di monito per la classe politica, nessuno si doveva permette di contrastare le decisioni sulla politica estera e sulla politica energetica che ci venivano “suggerite” dall’estero, in particolare da USA e dalla Gran Bretagna. E così la classe politica post-Moro si è sottomessa alle decisioni che ci arrivavano dall’estero.

Abbiamo cominciato a perdere la Sovranità Monetaria già nel 1981 con il famoso divorzio tra il Ministero del Tesoro (Andreatta) e la Banca d’Italia (Ciampi), con cui la Banca d’Italia si svincolava dal controllo dello Stato, con la conseguenza che il nostro debito pubblico fu messo completamente nelle mani dei mercati finanziari.

Poi, con l’ingresso in Europa, abbiamo perso del tutto la Sovranità Monetaria in quanto abbiamo adottato l’Euro, una moneta su cui non possiamo avere nessun controllo. Prima potevamo svalutare la Lira, ma non possiamo farlo con l’Euro, che è emesso e gestito dalla Banca Centrale Europea.

Siamo nelle mani della BCE

Con la perdita della Sovranità Monetaria, la politica monetaria viene gestita dalla Banca Centrale che può decidere in completa autonomia come intervenire nella gestione delle crisi economiche e finanziarie. La storia pregressa dimostra come questa autonomia sia a volte esercitata nel salvare gli Stati da crisi economiche-finanziarie ed a volte no, a giudizio insindacabile della BCE. Vedremo infatti che nella crisi del 2008 e quella del 2011 la BCE ebbe un comportamento molto diverso.

Crisi del 2008

La crisi finanziaria del 2008, ebbe origine negli Stati Uniti, dove scoppiò la bolla immobiliare dei Mutui Subprime e si propagò in Europa, dove la BCE non intervenne per sostenere direttamente l’Italia e gli altri Stati in difficoltà.

Molte banche europee avevano acquistato prodotti finanziari legati ai Mutui Subprime e quando questi si sono rivelati tossici, il sistema bancario è entrato in una spirale di sfiducia e paralisi che ha innescato una grave crisi economica. Alcune banche chiedevano ai propri clienti il rientro dai prestiti e non prestavano più denaro, o lo facevano a condizioni molto più rigide, con la conseguenza di provocare la bancarotta di aziende e di aumentare la disoccupazione. La crisi colpì anche i consumatori: meno fiducia, meno spesa, più risparmio.

In alcuni casi, come in Germania e Regno Unito, lo Stato è intervenuto, aiutando le banche in difficoltà, entrando nel capitale delle banche.

In Italia aumentò il famigerato Spread, che determinò la caduta del Governo Berlusconi e furono fatte fallire 4 banche, cosa mai successa dal dopo guerra.

Tutto questo avvenne perché la BCE, in concerto con la Banca d’Italia, non emise abbastanza denaro per salvare le Banche.

Crisi del 2011

Dopo la crisi finanziaria del 2008, vari Stati europei intervennero per salvare le banche, aumentando il proprio debito pubblico. I cosiddetti Paesi “periferici” (Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia) avevano già debiti elevati e bassa crescita.  Gli investitori, impauriti dal possibile peggioramento della crisi, iniziarono a vendere Titoli di Stato di questi paesi, facendo salire i rendimenti (e quindi lo spread).

Nel 2009, la Grecia rivelò di avere un deficit di bilancio molto più alto del dichiarato, scatenando il panico nei mercati.

Nel 2011, Draghi diventò presidente della BCE e nel 2012 pronunciò la celebre frase: “Whatever it takes” (Farò tutto il necessario per salvare l’euro).

I regolamenti europei vietano alla BCE di acquistare i Titoli di Stato direttamente dagli Stati, ovvero la BCE non si comporta come un prestatore di ultima istanza verso gli Stati membri dell’Eurozona, come succede invece alla Federal Reserve Bank o alla Bank of England o nelle altre Banche Centrali.

La BCE applica rigidamente questa regola e non acquista Titoli di Stato sul mercato primario. Ovvero non copre direttamente il debito degli Stati membri, ma può acquistare i Titoli di Stato sul mercato secondario, dove vengono negoziati i Titoli già acquistati da banche commerciali e privati.

Mentre nel 2008 la BCE non intervenne per aiutare gli Stati in difficoltà, nella successiva crisi del 2011 intervenne pesantemente acquistando ingenti quantità di Titoli di Stato sul mercato secondario.

La BCE intervenne con vari strumenti di politica monetaria quali SMP, OMT , LTTRO, ed infine il Quantitative Easing APP. Tali strumenti monetari più che salvare il debito sovrano degli Stati membri hanno salvato le banche commerciali e l’Euro.

Con il programma Quantitave Easing e altri strumenti di politica monetaria la BCE ha comprato sul mercato secondario oltre 4.500 miliardi di Titoli di Stato, che erano in gran parte nella pancia delle banche commerciali. 

Tutto ciò fa capire che in pratica la BCE ha operato come acquirente di ultima istanza per salvare le banche. Gli Stati ne hanno comunque beneficiato di riflesso, dato che la stabilizzazione delle banche ha ridato fiducia agli investitori e sono scesi tassi di interesse e di conseguenza gli interessi da pagare sul debito pubblico.

In pratica, le banche hanno potuto scaricare il rischio del debito sovrano sulla BCE, che in quel caso, ed eccezionalmente, ha assunto il ruolo di acquirente di ultima istanza non per lo Stato, ma per le banche.

Dato che la BCE può emettere denaro dal nulla quando vuole e per farne l’uso che vuole, c’è da chiedersi perché nel 2008 non sia intervenuta e dal 2012 in poi si. Perché la Grecia è stata punita severamente e altri stati come Irlanda, Portogallo, Spagna e anche l’Italia sono stati aiutati?

Credo che il punto sia che la BCE non si muove per salvare un singolo stato, ma per salvare l’Euro e le banche dell’Eurozona.

Situazione attuale

Attualmente l’Italia ha un debito pubblico di 3.070 miliardi di euro. Oltre il 50% del debito è rappresentato da titoli acquistati all’estero con la conseguenza che gli interessi vanno a finire all’estero e l’Italia si impoverisce.

Il grafico mostra come è suddiviso il debito tra i vari detentori dei Titoli di Stato.

Circa il 20% dei titoli di debito italiani sono detenuti dalla BCE e dalla Banca d’Italia. La BCE detiene circa il 15% dei 602 miliardi di euro ed il resto è detenuto dalla Banca d’Italia.

La Banca d’Italia, in concerto con BCE ha avuto un ruolo centrale ed insieme, nel 2021, hanno contribuito a finanziare il debito pubblico italiano per renderlo meno dipendente dai mercati privati, stampando moneta per acquistare i titoli e mantenere bassi i tassi di interesse. In questo modo hanno salvato l’Italia da una crisi potenzialmente molto pericolosa. Lo stesso meccanismo ovviamente è stato adottato anche per gli altri Stati dell’Unione Europea.

Prestiti condizionati

Con la perdita della propria sovranità monetaria, l’Italia è stata costretta ad accettare le regole empiriche imposte arbitrariamente dall’Unione Europa, decise soprattutto da Germania e Francia.  

Ci è stato imposto che il disavanzo pubblico annuale non dovesse superare il 3% del PIL, che il debito pubblico dovesse essere possibilmente inferiore al 60% del PIL, che il tasso di inflazione non dovesse superare di oltre 1,5 punti quello dei tre paesi con le migliori performance e che il tasso di interesse non dovesse superare di oltre 2 punti quello dei tre paesi più virtuosi.

Poi l’ingerenza sui fatti interni si è fatta più pressante con delle costrizioni che erano dei veri e propri ricatti. Rimangono famose le testimonianze del senatore Garavaglia e dell’ex Ministro Orlando, che hanno raccontato le pressioni ricevute per far cadere il governo Berlusconi e instaurare il governo Monti e per approvare il Pareggio di Bilancio. Potete ascoltarli qui.

Con il piano PNRR l’ingerenza è ancora più evidente. L’Unione Europea ci fornisce dei finanziamenti di cui il 36,9% a titolo gratuito ed il resto sono prestiti che ci vengono erogati dalla Commissione Europea, ma a patto che vengano raggiunti precisi obiettivi fissati dall’Unione Europea.

Ci hanno fatto entrare in una guerra commerciale con la Russia, di cui stiamo pagando pesanti conseguenze, e per di più ci stanno obbligando a spendere il 5% del PIL in spese militari, che non faranno altro che far arricchire il Complesso Militare Industriale USA, per armarci contro un nemico che non esiste. Una assurdità.

Questi obiettivi sono spesso obiettivi che non partono da una esigenza o una richiesta della popolazione, ma rispecchiano i programmi voluti ed imposti da BCE e dalla Commissione Europea.

Ad esempio c’è un obbligo di creare biolaboratori, di digitalizzare la Pubblica Amministrazione, ma nel modo che serve alla BCE per emettere l’Euro Digitale legato all’Identità Digitale. In Italia hanno istituito il portafoglio elettronico, IT-Wallett, che conterrà tutti i nostri dati personali, che verranno dati in pasto all’Unione Europea, in barba alla nostra privacy.

C’è l’obbligo di attuale le misure legate alla Transizione Ecologica, che implicano una serie di obblighi impopolari come i divieti su auto a benzina e diesel, o l’obbligo di efficientazione energetica delle case o addirittura l’esproprio di terreni per dare spazio ad impianti eolici o per distese di pannelli solari.

Che futuro ci aspetta ?

Quello che è ancora più preoccupante è che i leaders europei, a giudicare dai fatti, stanno applicando i programmi promossi dal World Economic Forum, che si può considerare il braccio armato del potere finanziario. La recentissima nomina di Larry Fink, capo di Blackrock, a capo del World Economic Forum ne è una manifesta conferma.

Le dichiarazioni contenute nel video sono rivelatrici. Con la Moneta Digitale, l’Identità Digitale, la Transizione Ecologica, ci stanno chiudendo in una gabbia digitale, stanno creando un sistema di governo simile a quello cinese, basato sui Crediti Sociali. È una forma di governo molto simile ad una dittatura e ce lo dicono apertamente.

Klaus Schwab nel 2022 aveva detto che la Cina era un modello di riferimento e lo ha ribadito nel 2025. Alle dichiarazioni di Schwab si è di recente aggiunta quella di Christine Lagarde, che ci dice che in Cina la moneta digitale è stata ben sperimentata ed è utile. Lagarde ci fa intendere che la moneta digitale sarà utile a tutti i cittadini, dimenticando di dire che è stata progettata come strumento di controllo che serve sostanzialmente solo alla BCE.

Già abbiamo un euro che circola prevalentemente in formato digitale, con i bonifici con i pagamenti tramite carte di credito, con i depositi in banca. Non c’era motivo di avere un nuovo Euro Digitale; il motivo vero è che la nuova moneta serve alla Banca Centrale Europa per gestire la massa monetaria, agendo anche sui nostri soldi. Vogliono controllare le nostre spese e gestire i nostri soldi.

Credo sia giunto il momento che la popolazione si svegli, che sia importante aprire un dibattito serio e trasparente su chi debba poter decidere le sorti economiche del Paese e rimettere in discussione la Sovranità Monetaria ed il sistema di Moneta a Debito e la stessa Unione Europea. I nostri politici dovrebbero capire che senza Sovranità Monetaria, la democrazia rischia di diventare solo una parola e se lo hanno capito allora ci stanno tradendo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Settimo Potere /    Email Postmaster   Privacy Policy